Guida all’esperienza social di Sanremo

di Hamilton Santià

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When in trouble, go big

1. Puoi usare Facebook come twitter. Il numero di like sarà proporzionale al numero di gente che ti rimuoverà dagli amici.
2. Puoi usare twitter come twitter, ma se cerchi di rispondere a Scanzi hai sprecato il tuo tempo.
3. Non cercare di fare il simpatico se non lo sei.
4. Se uno status su Facebook relativo a Sanremo ha meno di 10 like, hai chiaramente sbagliato.
5. Dire che più una cosa fa schifo più a Sanremo è bella è già #toomainstream
6. Sanremo ridefinisce i canoni del gusto, ma se interpreti tutto con cinismo finisce che annoi anche i tuoi migliori amici.
7. Non chiedere scusa, hai bestemmiato anche tu quando gli altri parlavano di Master Chef, o della campagna elettorale di Civati.
8. I casi umani tirano sempre, ma devi essere empatico. Ricordati cosa dicevano in “Tropic Thunder” sugli handicappati che vincono gli Oscar.
9. Di solito il vincitore di Sanremo si azzecca al primo giorno, il resto è costume.
10. Quest’anno ci sono i Perturbazione, se non li conosci è colpa tua, ma saranno loro a vincere il premio della critica (forse in lotta con Riccardo Sinigallia).
11. Rufus Wainwright è omosessuale.
12. Non è fondamentale sapere chi canterà: basta che ad un certo punto ci sia il ritornello con gli archi e sarà grande momento su twitter.
13. Il chitarrista biondo si chiama Luca Colombo. Ha una sua claque di cui faccio parte.
14. Quest’anno si prevede un ampio utilizzo della formula “Ma come +…”. Adeguati e vedi tu.
15. Se usi gli hashtag ufficiali poi non lamentarti se nessuno ti segue, è ovvio che nessuno userà mai #sanremo2014
16. Rudy Zerbi
17. Qualunque cosa succeda, ricordati di NON LAMENTARTI. Chi si lamenta di Sanremo è come chi si lamenta del Natale, un Nanni Moretti di terzo grado che vuole solo essere invitato.

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